L'amore di un padre per la figlia.

Nasce così FREE-BACK, innovativo sistema in grado di eliminare totalmente il peso dello zaino da spalle e schiena e ripristinare il corretto allineamento posturale, rendendo l'andatura sicura e corretta e la respirazione polmonare libera, ottimizzando le performance.

Ad ideare il dispositivo in grado di annullare nel trasporto di uno zaino anche pesi elevati, con sensazioni di libertà e leggerezza, è stato l'aviglianese Giovanni Pace, esperto di scienze motorie e tecniche psico-fisiche orientali, che con una geniale intuizione ha ideato il supporto correttivo capace di riprisitnare il corretto allineamento posturale quando si indossa un pesante zaino e che con caparbietà l'ha prodotto, ottenendo come testimonial il noto alpinista ed esploratore Reinhold Messner.

 "Quando mia figlia maggiore Gaia iniziò la scuola - racconta Pace - iniziai a pensare a come poter alleggerire il peso del suo zaino scolastico, che tanti danni crea ale colonne dei nostri bambini e ragazzi".Una forte motivazione di padre, unita a un'intuizione farcita di conoscenze della struttura del nostro corpo.

Nasce così 9 anni fa, il primo prototipo di FreeBack."Portare avanti un progetto del genere in termini di industrializzazione - spiega - non è stato, tutta, una cosa semplice, soprattutto per i costi da affrontare; per questo motivo il progetto è rimasto per anni nel cassetto"."Tre anni fa - continua - alcune coincidenze sincronistiche mi spinsero a ripensare al mio progetto.

Con umiltà, tuttavia, capii che non potevo farlo da solo e con attenzione cominciai a scegliere persone che potevano aiutarmi.

In breve tempo trovai al mio fianco Giovanni Romaniello, un industriale esperto in polimeri, Giovanni Pace, un mio cugino omonimo esperto commerciale che vive negli Stati Uniti, ed Alessio Cecere, un giovane ingegnere designer.


Dalla nostra stretta collaborazione ha preso vita quello che definisco un altro mio figlio: FreeBack S.r.l."."A questo oggetto - spiega ancora Pace - non sò per quale motivo, da subito associai la persona di Reinhold Messner, un uomo, uno sportivo che stimo tantissimo.


Quando confidavo a qualcuno che volevo portare il FreeBack al cospetto di Reinhold Messner, mi rendevo conto di essere considerato un povero illuso che viveva di fantasie; eppure io sentivo che non era una cosa impossibile.

Nel momento in cui mi venne concessa udienza da Reinhold Messner, in uno dei suoi musei della montagna di Castel Firmiano, ebbi la prova che quando si vuole davvero qualcosa nulla è irrealizzabile. Incontrai Messner insime con il mio socio Giovanni Romaniello e, con semplicità e determinazione, caratteristiche tipiche di noi meridionali, forti dell'oggetto che avevamo creato, glielo mostrammo, spiegandogli il suo funzionamento.

Ma fu nel momento in cui Messner provò FreeBack che l'icona mondiale dell'alpinismo cambiò davvero espressione, rompendo la sua espressione glaciale.

In tantissimi anni di alpinismo, ci disse, non si era mai imbattuto in una cosa del genere per il trasporto dello zaino e mi disse che per quest'idea meritavo grande rispetto.Alzai a quel punto lo sguardo verso le bellissime dolomiti e le vidi aprirsi. Messner ha deciso poi di testare FreeBack durante il suo ultimo viaggio in Nepal tra fine maggio e inizi giugno ed è diventato testimonial del prodotto.Abbiamo girato - conclude - sul Pollino uno spot che presenta FreeBack e che è visibile sul nostro canale youtube".